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sabato 9 febbraio 2008

John Fogerty

John Fogerty

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John Fogerty


Nazionalità USA
Genere Rock & Roll
Pop Rock
Roots Rock
Swamp rock
Heartland Rock
Periodo attività 1959 - in attività
Strumento chitarra, voce
Etichetta
Band attuale solista
Band precedenti Creedence Clearwater Revival
Album pubblicati 23 (con i Creedence Clearwater Revival)
9 (solista)
Studio 7 (con i CCR)
6 (solista)
Live 2 (con i CCR)
2 (solista)
Raccolte 14 (con i CCR)
1 (solista)
Sito ufficiale
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica

John Cameron Fogerty (Berkeley, 28 maggio 1945) è un cantante statunitense. È conosciuto principalmente per essere stato il chitarrista e cantautore del gruppo rock statunitense Creedence Clearwater Revival.

Indice

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Biografia [modifica]

Creedence Clearwater Revival [modifica]

La prima esperienza di John Fogerty è nel 1959: assieme a Doug Clifford e Stu Cook, il chitarrista forma il trio strumentale dei The Blue Velvets. L'anno successivo si unisce anche suo fratello, Tom Fogerty, cantante e chitarrista ritmico. Nel 1964 il gruppo cambia nome in The Golliwogs, ma il gruppo rimane nell'anonimato, non riuscendo a sfondare con i singoli prodotti.

Nel 1966 il governo chiamò alle armi Fogerty, ed egli entrò a far parte delle truppe di riserva fino al 1967, prestando servizio militare a Fort Bragg, Fort Knox e Fort Lee.

Dal 1968, alcune cose cominciarono a migliorare per la band: dopo aver cambiato nome in Creedence Clearwater Revival, pubblicano il loro primo album, omonimo, e il primo singolo, "Susie Q". Seguirà un altro singolo ("I Put a Spell on You") e un nuovo album, prodotto nello stesso anno: Bayou Country. In breve il gruppo si afferma sulle scene, e al ritmo di due album all'anno, i Creedence iniziano a farsi conoscere fuori dal loro territorio.

Nell'agosto del 1969 i Creedence si esibirono a Woodstock. Furono il primo gruppo ad essere contattato, ma Fogerty non fu contento dell'esibizione, a causa di alcuni problemi tecnici con l'audio. John non volle così accordare il permesso affinché anche solo una parte della loro esibizione fosse inclusa nel film "Woodstock", documentario del leggendario festival del rock.

All'inizio del 1970 la Fantasy Records, etichetta discografica dei Creedence, suggerì al gruppo di depositare i proventi dei loro diritti musicali da qualche parte nei Caraibi a causa delle tasse, e tutti e quattro i componenti seguirono il consiglio (come fece anche la Fantasy). Ma ad un certo punto, la Fantasy decise che la banca delle Antille non era stabile e consigliò a tre dei componenti dei Creedence di ritirare il loro denaro. Ma nessuno lo disse a John Fogerty, che perse milioni, mentre gli altri evitarono il danno.[citazione necessaria]

Nel 1971, a seguito di un litigio con John, Tom abbandonò i Creedence Clearwater Revival. John chiese quindi a Stu e Doug di scrivere un terzo delle canzoni ciascuno per il successivo album, Mardi Gras. Essi protestarono, affermando che i fan non avrebbero capito e che non volevano cantare loro canzoni. John replicò dicendo che non avrebbe prestato la sua voce per le loro canzoni e minacciò di uscire dal gruppo immediatamente, se non avessero fatto la loro parte. Mardi Gras, pubblicato nel 1972, risultò essere l'ultimo album dei Creedence e, a detta di moli, fra cui lo stesso Fogerty, il loro peggior disco. Nel loro ultimo concerto, tenutosi a Denver, il gruppo ricevette fischi e lancio di oggetti. Subito dopo Fogerty cancellò il suo contratto e lasciò ufficialmente la band.

Tuttavia la sua influenza non fu dimenticata dopo l'abbandono. Le sue esecuzioni con la chitarra nei CCR porterà successivamente la rivista Rolling Stone a nominarlo il quarantesimo dei più grandi chitarristi di tutti i tempi.[1]

La carriera da solista [modifica]

Nel 1973 John iniziò la sua carriera da solista, originariamente sotto il nome Blue Ridge Rangers, con il quale incise un album omonimo. All'interno di The Blue Ridge Rangers, il musicista interpretò successi di altri cantanti, come "Jambalaya" (che entrò nella Top 40) e alcune canzoni gospel come "Have Thine Own Way, Lord" e "Working On A Building", oltre ad occuparsi della registrazione di tutti gli strumenti. Le vendite furono poche e i problemi legali procurarono un'ulteriore crisi, nonostante la produzione di due singoli di minore successo, "Rockin' All Over the World" (più tardi reinterpretato con maggior successo dagli Status Quo) e "Almost Saturday Night" (più tardi ebbe minor successo in Inghilterra per Dave Edmunds). I The Georgia Satellites combineranno successivamente le due canzoni in "Almost Saturday Night/Rockin' All Over the World".

Nel 1985, con la pubblicazione dell'album Centerfield per la Warner Bros. Records, la carriera da solista di Fogerty si manifestò in pieno vigore. L'album raggiunse la cima delle classifiche, il singolo "The Old Man Down the Road" arrivò in Top Ten e la titletrack divenne una traccia suonata frequentemente dalle stazioni radio e, ancora oggi, durante le partite di baseball. Ma neanche questo album fu esente da difficoltà legali: due canzoni, "Zanz Kant Danz" e "Mr Greed", furono ritenute attacchi al presidente capo della Fantasy Records, Saul Zaents. La prima raccontava di un maiale che non poteva cantare ma voleva "rubare il tuo denaro". Quando Zaentz rispose con un processo, Fogerty pubblicò una versione corretta della canzone, cambiando il nome del protagonista con quello di Vanz. Un altro processo sostenne che "The Old Man Down The Road" condivideva lo stesso ritornello di "Run Through The Jungle", una canzone di Fogerty durante il periodo dei Creedence. Fogerty in ultimo vinse la causa, dimostrando che le due canzoni erano componimenti del tutto separati e distinti: portando la sua chitarra alla dimostrazione della sua difesa, suonò degli stralci delle due canzoni, dimostrando che molti cantautori, fra cui lui, hanno stili particolari che possono rendere simili alle orecchie meno attente due composizioni diverse. Fogerty più tardi citò Zaentz per ottenere il risarcimento delle spese legali per il precedente processo di violazione del copyright.

Nel 1986 John pubblicò il suo nuovo album, Eye of the Zombie, che non ottenne però successo come il precedente. Nel 1993, i Creedence Clearwater Revival furono introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame, ma Fogerty rifiutò di esibirsi con il resto del gruppo, a seguito di alcuni screzi dovuti alla precedente disputa con la Fantasy Records.

John si ritirò dalle scene fino al 1997, quando tornò con l'abum Blue Moon Swamp, con il quale vinse il Grammy for Best Rock. Seguì nel 1998 un lungo e fortunato tour negli Stati Uniti e in Europa, dal quale ricavò Premonition, album live candidato nello stesso anno per il Grammy for Best Rock Album. Il live non vinse però il premio, il quale andò a Sheryl Crow per l'album The Globe Session.

Nel 2004 John Fogerty torna con un nuovo album, Deja Vu (All Over Again), per la DreamWorks Records. A proposito dell'album, Rolling Stone scrisse: "La title track è un'accusa di Fogerty contro la guerra in Iraq, paragonata ad un altro Vietnam, un inutile spreco della vivacità e della potenza dell'America". Nell'album, Fogerty concentrò dieci canzoni in soli 34 minuti.

Nell'ottobre dello stesso anno, John si esibì nel Vote for Change Tour, partecipando ad una serie di concerti in America. Questi concerti furono organizzati dalla MoveOn.org con lo scopo di mobilitare le persone a votare John Kerry contro George W. Bush nella campagna presidenziale di quell'anno. Le canzoni di Fogerty furono suonate insieme a Bruce Springsteen e la E Street Band.

John Fogerty in concerto.
John Fogerty in concerto.

La vendita della Fantasy Records alla Concord Records nel 2004 mise inoltre fine all'allontanamento, durato più di trent'anni, tra Fogerty e la sua precedente etichetta musicale. Quando la nuova etichetta si mosse per ristabilire i diritti sulle royalty, John rinunciò, in modo da essere svincolato dal suo precedente contratto della metà degli anni '70 con la Fantasy Records.

A fine anno, il cantautore presentò Santa's Rockin'!, un home video a tema natalizio realizzato dagli australiani The Wiggles. Fogerty realizzò con loro due canzoni: "Great Big Man in Red" e "Rockin' Santa".

Il 9 giugno 2005 Fogerty fu inserito nei Songwrites' Hall of Fame, accanto a Bill Withers, Steve Cropper, Robert B. Sherman, Richard M. Sherman, Isaac Hayes e David Porter.

Nel settembre dello stesso anno, Fogerty ritornò alla Fantasy Records. Questo fu possibile poiché la DreamWorks Records venne assorbita dalla Geffen Records. Il primo album realizzato dopo il nuovo contratto fu The Long Road Home, una raccolta nella quale inserì i suoi successi con i Creedence e alcuni brani da solista. L'album fu pubblicato l'1 novembre 2005.

Nel settembre 2005 Fogerty venne presentato da Bill Clinton, ex presidente americano, al concerto di beneficenza per i sopravvissuti all'uragano Katrina al Madison Square Garden di New York. La sua esibizione incluse interpretazioni di "Born on the Bayou" e "Proud Mary", storici singoli dei Creedence Clearwater Revival.

Nell'estate 2006 John si esibì in un tour negli Stati Uniti con Willie Nelson. Il 13 giugno 2006 fu realizzato il DVD The Long Road Home - In Concert, contenente le versioni live dei suoi più grandi successi e di brani dei Creedence. Il live fu anche prodotto su un doppio CD con lo stesso nome, pubblicato il 31 ottobre 2006. Il 29 giugno tornò per un concerto, per la prima volta dal 1972, in Inghilterra, esibendosi all'Hammersmith Apollo di Londra. Durante la tournèe europea si esibiì anche a Sundsvall, in Svezia, dove venticinquemila persone accorsero in piazza per vedere la sua performance.[citazione necessaria] Il 13 settembre 2006 Fogerty fece il suo primo concerto a Mexico City, all'Auditorium Nacional, dove collezionò un tutto esaurito con diecimila fans.[citazione necessaria]

Durante il Giorno del Ringraziamento del 2006, Fogerty si esibì durante l'intervallo della partita Miami Dolphins - Detroit Lions, così come durante l'intervallo Denver Broncos - Kansas City Chiefs.[2] [3] [4]

All'inizio del 2007 Fogerty ha composto un nuovo album, intitolato Revival, distribuito il 2 ottobre 2007.

Curiosità [modifica]

  • Il nome della famiglia di Fogerty è di origine irlandese, una forma anglosassone del nome Fógartach, da fógartha, che significa "scacciare, mettere al bando"[5].
  • Scrisse il successo dei CCR "Who'll Stop the Rain" dopo il concerto a Woodstock, durante un acquazzone. Nei concerti introduce sempre la canzone affermando che è una leggenda che lui la scrisse a Woodstock, sebbene l'abbia scritta dopo.
  • Sul suo album "Premonition", verso la fine di "Bad Moon Rising", Fogerty sostituisce l'abituale frase "There's a bad moon on the rise" con una canzone nota, "There's a bathroom on the right". Fece lo stesso nella sua apparizione al programma televisivo della Public Broadcasting System's, Austin City Limits, indicando verso destra e sorridendo.
  • È un fedele oppositore della politica del presidente George W. Bush. E' palese questo contrasto con il presidente nella canzone "Déjà Vu (All Over Again)" che critica apertamente la guerra in Iraq paragonandola a quella del Vietnam e nelle canzoni "Long Dark Night" e "I Can't Take It No More" del suo ultimo album "Revival".
  • La canzone "Centerfield" (Esterno centro) è dedicata al mito del baseball Joe Di Maggio; nei concerti viene suonata dalla tipica chitarra di Fogerty fatta a mazza da baseball.
  • La versione dei Creedence di "Suzie Q" fu il solo successo della band in Top 40 che non fu scritto da Fogerty.

Discografia [modifica]

Album [modifica]

  • 1973 - The Blue Ridge Rangers
  • 1975 - John Fogerty
  • 1976 - Hoodoo (non pubblicato)
  • 1984 - Centerfield (ripubblicato nel 1985)
  • 1986 - Eye of the Zombie
  • 1997 - Blue Moon Swamp
  • 1998 - Premonition (live)
  • 2004 - Deja Vu (All Over Again)
  • 2005 - The Long Road Home (raccolta)
  • 2006 - The Long Road Home - In Concert (live)
  • 2007 - Revival

DVD [modifica]

  • 1998 - Premonition (live)
  • 2006 - The Long Road Home - In Concert (live)

Note [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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Bob Dylan

Bob Dylan

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Bob Dylan
Bob Dylan in concerto (Cardiff, Galles, 2006)
Bob Dylan in concerto
(Cardiff, Galles, 2006)

Nazionalità USA
Genere Rock & Roll
Folk Rock
Country Rock
Pop Rock
AOR
Periodo attività 1962 - in attività
Strumento {{{Strumento}}}
Etichetta {{{Etichetta}}}
Band attuale {{{Band attuale}}}
Band {{{Band precedenti}}}
Album pubblicati 50 (dettaglio)
Studio
Live
Raccolte
Sito ufficiale
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica

Bob Dylan - alias di Robert Allen Zimmerman - (Duluth, Minnesota, 24 maggio 1941) è un musicista, compositore, cantante e poeta statunitense.

È conosciuto anche attraverso altri pseudonimi[1] e ha all'attivo una carriera pluridecennale iniziata nei primi anni sessanta.

Dal 1988 il suo nome è inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Time Magazine lo ha incluso fra le cento persone che più hanno influenzato il XX secolo. Considerato una delle stelle maggiori nel firmamento della pop music, per molti critici ed appassionati è un poeta tout court. Ha detto di sé:

Collabora a Wikiquote « Posso accettare il caos, ma non sono sicuro che il caos accetti me »


Indice

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Biografia [modifica]

Folksinger, paladino della protesta, Rock'n'roll star [modifica]

Considerato il naturale erede di Woody Guthrie, Dylan ha scritto innumerevoli canzoni e ballate molte delle quali entrate a far parte dell'immaginario collettivo di più generazioni (Blowin' in the Wind, My Back Pages, Chimes of Freedom, Song to Woody, Desolation Row o Mr Tambourine Man, per citarne solo alcune).

Ha sempre rifiutato ogni tipo di etichetta che per lui è stata coniata, ma per molti suoi ammiratori è stato a lungo un paladino dei reietti e dei diseredati; per altri - e per la critica ufficiale e underground - semplicemente una rockstar.

Novembre 1963, concerto alla St. Lawrence University
Novembre 1963, concerto alla St. Lawrence University

Dylan - che nel 2004 ha dato alle stampe la prima parte della sua trilogia autobiografica: Chronicles - Volume 1 - è anche attore, regista cinematografico e autore di colonne sonore.

Secondo la prestigiosa rivista musicale Rolling Stone - che ha chiamato a giudicarle centosettantadue fra rockstar, produttori e critici discografici - la sua canzone Like a Rolling Stone è la migliore fra le principali 500 di tutti i tempi.

Un musical dal titolo The Times They Are A-Changin', centrato sulle sue canzoni, è stato ideato da Twyla Tharp e messo in scena a Broadway ad ottobre 2006.[2].

A ottobre 2007 la Sony ha pubblicato un cofanetto - riassuntivo del repertorio di Dylan e articolato su tre dischi - dal titolo Dylan, sorta di summa della sua produzione discografica[3].

Nel medesimo periodo è stato immesso nel circuito cinematografico un film - I'm Not There (in Italia Io non sono qui) - che ripercorre essenzialmente le prime tappe della sua carriera, dalle prime esperienze da hobo, agli esordi nei folk club newyorchesi e alle tournéè in Europa. La colonna sonora del film - dal titolo omonimo I'm Not There - contiene oltre una trentina di cover delle più conosciute canzoni di Dylan interpretate per l'occasione da diversi artisti pop, fra cui il brano che dà il titolo al film e al disco, mai pubblicato precedentemente almeno in maniera ufficiale dalla casa discografica di Dylan.

Beh, faccio del mio meglio / per essere come sono /
ma tutti vogliono / che sia come loro

—Bob Dylan, Maggie's farm, 1965

Ha destato scalpore nei primi anni duemila la sua partecipazione ad uno spot pubblicitario, vista come una contraddizione rispetto alla sua posizione verso il sistema. Ma durante la sua carriera non ha mancato spesso di spiazzare tanto gli estimatori quanto i detrattori, magari solo innovando - con repentine ed improvvise inversioni di rotta - sia lo stile musicale sia le tematiche dei versi.

Accadde una prima volta nel cambio di decennio fra gli anni sessanta e anni Settanta quando un suo album doppio - intitolato in senso autoironico Selfportrait (Autoritratto), privo praticamente di sue composizioni - si limitava a contenere classici del repertorio traditional. Probabilmente si trattava di uno dei tanti messaggi cifrati che avrebbe poi reiterato nel corso degli anni successivi ai suoi fan: non sarebbe stato il portavoce di alcuno, eccetto che di se stesso.

"Chronicles" [modifica]

Bob Dylan in concerto
Bob Dylan in concerto

Alla fine del 2004, dopo un lungo silenzio, Dylan ha dato alle stampe (in ottobre sul mercato statunitense, a gennaio 2005 su quello europeo) il primo volume della sua trilogia autobiografica, "Chronicles - Volume 1". In esso, racconta in prima persona del suo arrivo a New York da Minneapolis nel pieno dell'inverno del 1961, dopo un viaggio in autostop a bordo di una Impala del '57 durato un giorno ed una notte attraverso il middle-west innevato.

Lo scopo del viaggio era quello di conoscere i cantanti blues e folk in voga a quel tempo (fra gli altri, Sonny Terry, Dave von Ronk, i New Lost City Ramblers ed il reverendo Gary Davis) ma soprattutto conoscere il suo idolo Woody Guthrie.

Più precisamente, nella Grande mela Dylan avrebbe tracciato il suo destino, approdando - sconosciuto ma pieno di aspettative, con la mente tesa come una trappola e con la consapevolezza di non aver bisogno dell'approvazione di alcuno - al Café Wha?, al Greenwich Village.

Più giovane di ieri [modifica]

Dalla nativa città di Duluth (Minnesota), Dylan si era trasferito ancora giovanissimo insieme alla famiglia nel vicino centro metallurgico di Hibbing, in pieno Iron Range minerario; qui poté avvicinarsi allo studio della chitarra, dell'armonica e del pianoforte fondando un suo piccolo gruppo d'esordio, i Golden Chords.

L'esordio discografico - dopo il passaggio nella vicina Minneapolis e dopo l'arrivo a New York e i primi spettacoli nei café del Village (il debutto sul palco avvenne l'11 aprile 1961) - giunse nel '62 con un album che porta semplicemente il suo nome.

Si trattava di un album, prodotto dalla Columbia (l'importante casa discografica diretta da John Hammond per la quale inciderà nell'intera carriera, tranne poche eccezioni), ideale per un debuttante, ricco com'era di cover di brani tradizionali sullo stile talkin' blues del celebre hobo Woody Guthrie.

Dal successivo long playing (Freewheelin' Bob Dylan del 1963, nella cui foto in copertina appare al fianco della sua fidanzata dell'epoca Suze Rotolo), i suoi dischi conterranno - con poche eccezioni - solo canzoni da lui scritte.

L'incidente e il ritorno sulla scena
Nell'estate del 1966 - quando il suo nome veniva ormai accostato a quello di star quali Elvis Presley, The Rolling Stones e Beatles - di ritorno da una tournée in Europa, rimase vittima di un grave incidente motociclistico che lo tenne per un paio di anni lontano dalla ribalta.

Il rientro di Dylan sulla scena musicale live dopo due anni di assenza avvenne nell'agosto 1969 al Festival dell'Isola di Wight, quando si esibì in concerto con The Band (già The Hawks di Robbie Robertson), suo gruppo storico.
Il lasso di tempo intercorso fra l'incidente e il ritorno in scena servì al menestrello di Duluth - cresciuto nell'ammirazione del cantante-hobo Woody Guthrie e frequentando al Greenwich Village i poeti della beat generation - di rivedere il proprio stile concettuale - espandendo la sua poesia ad altre tematiche esistenziali - ma anche quello musicale (con un approfondimento del concetto di suono mercuriale che aveva affrontato già dai primi dischi, quando ancora era lontano dall'essere una vera e propria pop-star).

Contestualmente alla creazione di nuove canzoni - registrate negli scantinati del buen retiro di Big Pink - poté portare avanti un parallelo lavoro letterario. Mentre molti suoi scritti non musicati (come si è detto considerati veri e propri poemi) figurano sulle note di copertina di diversi LP, l'unico libro vero da lui scritto - Tarantula - avrebbe tuttavia avuto vita controversa: quella che era una raccolta di appunti visionari fu pubblicata solo diversi anni dopo, e malgrado la contrarietà dell'autore stesso.
(Nelle immagini: sopra, Dylan nel 1966; sotto: in concerto a Bologna)

Bob Dylan in concerto a Bologna

Nel 1964 - a ventitré anni di età - è in grado di avvertire che i tempi stanno cambiando (e lo dice nell'album The Times They Are A-Changin', che contiene anche una sorta di visionaria autobiografia in versi, 4 Outlined Epitaphs) e di presentare un'altra parte di sé stesso (in Another Side of Bob Dylan); quest'album serve a Dylan per raccontare sue pagine passate e affermare di sentirsi più giovane che ieri (My Back Pages).

Come per l'ellepì precedente, anche nell'album Another Side of Bob Dylan vengono inseriti dei testi poetici non musicati (Some other kinds of songs ..., Alcuni altri tipi di canzoni ...). Anche in questo caso, tali testi - di notevole valore letterario a detta dei critici - sono considerati alla stregua di un vero e proprio testo poetico.

Vastissima è diventata da allora la discografia di Bob Dylan, ricca anche di incisioni pirata che in alcuni casi, nel tempo, hanno raggiunto un qualche carattere di ufficialità essendo stati recuperati dalla sua stessa casa discografica.

Sodalizi artistici e sentimentali [modifica]

Gli inizi di carriera del cantante di Duluth vedono crescere rapidamente il fenomeno Dylan, inteso come punto di riferimento per i nascenti movimenti giovanili; ma l'artista stesso smorza gli entusiasmi, facendo sapere, tra l'ironico ed il disincantato: "You don't need a weather man / To know which way the wind blows" (non hai bisogno di un meteorologo per sapere da che parte soffia il vento, da Subterranean Homesick Blues).

Questa fase di carriera - piena di significati politici, se si considera l'impegno di Dylan nelle lotte per i diritti civili a fianco di Joan Baez - è documentata nel film Don't Look Back, girato in bianco e nero nel corso della tournée nel Regno Unito del 1965. Il film venne prodotto solo un paio di anni dopo dal suo manager Albert Grossman e per lungo tempo non ha avuto una circolazione commerciale.

La pellicola è importante perché illustra bene - in maniera quasi didascalica tra prove, estratti da concerti ed intervista ai media - il nuovo personaggio Dylan (attorniato da una corte di manager, tecnici del suono e delle luci, colleghi musicisti già pronti a venerarlo), e perché lascia intravvedere la fine del suo rapporto sentimentale con Joan Baez, rapporto del quale - sebbene non fosse mai stato ufficializzato - erano a conoscenza gli amici e l'intero entourage della coppia.

Emarginata artisticamente (ben poco spazio le venne lasciato nei set dei concerti attraverso il Regno Unito), la Baez si trovò, al ritorno dalla tournée, "scaricata" anche dal punto di vista affettivo dal cantante. Circa un decennio dopo - intorno al 1975 - i rapporti tra i due verranno riallacciati e il sodalizio artistico (ma secondo alcuni anche quello sentimentale) con Joan Baez riprenderà con vigore in occasione del fortunato tour della Rolling Thunder Revue.

Tornando alla metà degli anni sessanta, va detto che quel periodo segna per Bob Dylan anche un periodo di forte maturazione, grazie alla conoscenza e alla frequentazione - avvenute appunto durante il tour inglese - con i componenti del gruppo dei Beatles e con cantanti allora molto in voga, fra i quali l'altro menestrello scozzese Donovan. E a quegli anni risale anche la collaborazione con il gruppo californiano The Byrds, considerati la risposta americana al fenomeno inglese dei Beatles, cui Dylan farà interpretare molte delle sue celebri ballate.

In Italia molti cantautori si ispirarono alla sua musica e ai suoi versi: Francesco De Gregori ne è uno dei più noti esempi. Bisogna anche ricordare le celebri versioni di Romance in Durango (divenuta "Avventura a Durango") e Desolation Row ("Via della povertà") tradotte e cantate da Fabrizio De André. Anche i Nomadi presero il buon esempio e rifecero in italiano "I Want You" che diventò "Ti Voglio".

Neverending tour [modifica]

Bob Dylan e Joan Baez alla marcia per i diritti civili nel 1963
Bob Dylan e Joan Baez alla marcia per i diritti civili nel 1963

In tempi recenti, guarito da una grave malattia (istoplasmosi), ha cantato (settembre 1997), al congresso eucaristico di Bologna, davanti a Papa Giovanni Paolo II[4]. Dopo una fugace apparizione ad inizio carriera al Folk Studio di Roma, numerose sono state in anni recenti le tappe italiane di quello che viene definito il Neverending tour, il "tour senza fine".

I "fratelli" Wilburys [modifica]

Questo continuo peregrinare sui palcoscenici di tutto il mondo non gli ha impedito - specie a cavallo degli Anni Ottanta - di dare vita a collaborazioni discografiche estemporanee, quasi una sorta di divertissment: assieme agli scanzonati colleghi dei Traveling Wilburys (Jeff Lynn, Roy Orbison, George Harrison e Tom Petty) - cui si aggiungevano in occasione di performance dal vivo anche cantanti come Eric Clapton e Neil Young (memorabile una versione del gruppo della canzone My Back Pages) - ha ridato lustro al country-rock.

Dylan, il cinema e il suo privato [modifica]

Dylan e la religiosità
Il rapporto di Bob Dylan con la religione è uno dei più controversi sia tra i fan che tra i biografi. Lo stesso Dylan, con le sue numerose conversioni e ritorni di fiamma - oltre che con la sua proverbiale ambiguità - ha contribuito notevolmente ad alimentare questa controversia.

Dylan fu educato secondo i principi della religione ebraica: lo dimostra il fatto che da adolescente partecipò al Bar mitzvah, il "rito di passaggio" che si compie a 13 anni (per i maschi) e lo confermano, in tempi più maturi, le frequenti visite sulle tracce dei padri in Israele. La prima di tali visite risale al maggio 1971 in occasione del suo trentesimo compleanno. Si dice anche che abbia anche cercato di entrare in un kibbutz.

Alla fine degli anni settanta, poco dopo il divorzio dalla prima moglie Sarah, Dylan attraverso un periodo di crisi personale che lo portò ad abbracciare la fede cristiana.
Da questa conversione nacquero tre album: Slow Train Coming, Saved e Shot of Love (conosciuti infatti come la trilogia del periodo cristiano).

Nel 1983 Dylan presenziò poi, sempre a Gerusalemme, al Bar mitzvah del figlio primogenito Jesse (che diventerà poi anch'egli musicista fondando il complesso dei Wallflowers). Si parlò in quella circostanza di un ritorno alla sua religione originaria e la foto all'interno di Infidels, pubblicato nello stesso anno, contribuì al diffondersi di questa voce.

Lavori e studi recenti hanno avanzato l'ipotesi dell'adesione, durata oltre trent'anni, ad una religione di tipo gnostico (nella quale farebbe capolino anche la saga francese del Graal), oltre che di un suo rapporto (per alcuni dato per certo) con la massoneria.

La carriera cinematografica di Bob Dylan (la cui vita è stata raccontata in molteplici biografie, autorizzate e non) annovera - oltre al già citato Don't Look Back e ai film Renaldo e Clara (sulla fortunata tournée anni Settanta della Rolling Thunder Revue), e Hearts of Fire - una partecipazione, anche attraverso la colonna sonora, al film Pat Garrett & Billy the Kid di Sam Peckinpah). In tempi recenti ha girato un nuovo film, Masked and Anonymous.

Il 26 novembre del 1976 partecipa al concerto "The Last Waltz", ultimo spettacolo dal vivo della sua band d'elezione, The Band. Il concerto viene filmato da Martin Scorsese.

Sempre in campo cinematografico Dylan ha ricevuto nel 2000 un Oscar per la migliore canzone (Things have changed) nel film The Wonder Boys".

Poco si sa della vita privata di Bob Dylan sebbene su di lui siano stati scritti interi volumi, saggi e tesi di laurea.

Jesse e Jakob, i figli avuti dalla moglie Sara Lownds, sposata in gioventù e da cui ha divorziato a fine Anni '70, sulle orme del padre sono avviati alla carriera artistica: il primo come regista cinematografico (American Pie - Il matrimonio), l'altro come musicista e leader del complesso degli Wallflowers.

Nel 2007 Todd Haynes ha realizzato un film biografico sulla sua vita intitolato Io non sono qui, in cui Dylan viene intrepretato da ben sei attori diversi.

Riconoscimenti [modifica]

Fra i molti riconoscimenti che gli sono stati attribuiti vi è il Grammy Award del 1998 per la canzone Cold Iron Bounds, mentre - sempre nel '98 - l'album Time Out of Mind ha vinto il premio come miglior disco di musica folk per quell'anno.

In virtù della qualità dei suoi testi il nome di Bob Dylan è circolato più volte in occasione dell'assegnazione dei Premi Nobel.

Discografia [modifica]

La discografia di Bob Dylan - articolata in un arco di carriera di oltre quarant'anni - consta di innumerevoli titoli che includono anche incisioni effettuate su vinile e quindi rimasterizzate su CD.

Ciò è dovuto sia alla prolificità dell'autore sia anche alla realizzazione, con il passare del tempo, di numerosi bootleg, ovvero incisioni pirata di registrazioni di concerti ed edizioni non ufficiali (alcune delle quali peraltro successivamente pubblicate dalla stessa casa discografica del cantante).

Una particolare nota meritano le copertine degli album, diventate nel tempo spesso oggetto di culto per la loro originalità e forza del messaggio visivo e per le spesso ricche note di copertina con testi poetici del cantante o note di noti critici musicali (l'immagine dell'album Self Portrait, per inciso, è dovuta ad un disegno dello stesso Dylan).

Ecco di seguito la discografia ufficiale di Bob Dylan (in corsivo sono indicati gli album doppi, le colonne sonore, le registrazioni live e i greatest hits; fra parentesi è riportata la data di pubblicazione dell'album):

  • Bob Dylan (1962)
  • The Freewheelin' Bob Dylan (1963)
  • The Times They Are A-Changin' (1964)
  • Another Side of Bob Dylan (1964)
  • Bringing It All Back Home (1965)
  • Highway 61 Revisited (1965)
  • Blonde on Blonde (1966)
  • Bob Dylan's Greatest Hits (1967)
  • John Wesley Harding (1967)
  • Nashville Skyline (1969)
  • Self Portrait (1970)
  • New Morning (1970)
  • Bob Dylan's Greatest Hits, Vol. 2 (1971)
  • Pat Garrett and Billy the Kid (1973, colonna sonora dell'omonimo film)
  • Dylan (1973)
  • Planet Waves (1974)
  • Before the Flood (1974)
  • Blood on the Tracks (1975)
  • The Basement Tapes (1975)
  • Desire (1976)
  • Hard Rain (1976)
  • Street Legal (1978)
  • At Budokan (1979)
  • Slow Train Coming (1979)
  • Saved (1980)
  • Shot of Love (1981)
  • Infidels (1983)
  • Real Live (1984)
  • Empire Burlesque (1985)
  • Biograph (1985)
  • Knocked Out Loaded (1986)
  • Dylan & the Dead (1988)
  • Down in the Groove (1988)
  • Oh Mercy (1989)
  • Under the Red Sky (1990)
  • The Bootleg Series Volumes 1-3 (1991)
  • Good as I Been to You (1992)
  • The 30th Anniversary Concert Celebration (1993)
  • World Gone Wrong (1993)
  • Bob Dylan's Greatest Hits, Vol. 3 (1994)
  • MTV Unplugged (1995)
  • Time Out Of Mind (1997)
  • Live 1966 (1998)
  • The Essential Bob Dylan (2000)
  • Love and Theft (2001)
  • Live 1975 (2002)
  • Masked and Anonymous (2003)
  • Live 1964 (2003)
  • No direction Home (2005)
  • Live At Gaslight 1962 (2005)
  • Live At Carnegie Hall 1963 (2005)
  • No Direction Home - The Bootleg series Vol. VII (2005)
  • Modern Times (2006)
  • Dylan (2007)
  • I'm Not There (album tribute in due CD: Dylan è presente con una registrazione del brano che dà il titolo all'album doppio effettuata negli anni sessanta con The Band)

Filmografia [modifica]

Bob Dylan in italiano [modifica]

Le canzoni di Bob Dylan sono state spesso tradotte in italiano (Tito Schipa Jr. ha dedicato all'autore un intero album, intitolato Dylaniato); di seguito riportiamo un elenco non esaustivo delle principali cover (con l'indicazione del titolo in italiano, dell'interprete e dell'anno di pubblicazione).

Anno Titolo originale Titolo italiano Autore del testo in italiano Esecutori
1965 Mr. Tambourine man Mister tamburino Mogol Roby Matano
1965 All I Really Want To Do Ciò che voglio Mogol Michelino
Dicembre 1965 Masters of War L'uomo che sa Rudy Assuntino Rudy Assuntino; Jonathan e Michelle (nel 1967)
1966 Blowin' in the Wind La risposta Mogol I Kings; Jonathan e Michelle; Luigi Tenco (pubblicata postuma nel 1973)
1966 It Ain't Me Babe Bambina non sono Mogol I Kings
1966 Like a Rolling Stone Come una pietra che rotola Mogol Gianni Pettenati e i Wretched
1966 If You Gotta Go, Go Now Non sperarlo più Domenico Serengay Camaleonti
1968 I Want You Ti voglio Giorgio Calabrese I Nomadi
1968 Just Like a Woman Come una donna Ricky Gianco Ricky Gianco
1970 Don't Think Twice It's All Right È inutile sedersi e domandarsi Mogol Bobby Solo
1970 Farewell Angelina Addio Angelina Luigi Albertelli Bobby Solo
1970 Lay Lady Lay Sei come sei Luigi Albertelli Giusy Balatresi
1974 Desolation Row Via della povertà Fabrizio De André e Francesco De Gregori Fabrizio De André
1976 Knockin' On Heaven's Door Ai miei figli che dirò Adriano Pappalardo Adriano Pappalardo
1978 Romance in Durango Avventura a Durango Fabrizio De André e Massimo Bubola Fabrizio De André
1988 Bob Dylan's 115 Dream Centoquindicesimo sogno di Bob Dylan Tito Schipa Jr. Tito Schipa Jr.
1988 I Want You Ti voglio Tito Schipa Jr. Tito Schipa Jr.
1988 Mr.Tamburine Man Tu col tamburino Tito Schipa Jr. Tito Schipa Jr.
1988 She Belongs To Me Appartiene a me Tito Schipa Jr. Tito Schipa Jr.
1988 All Along The Watchtower Lungo i merli di vedetta Tito Schipa Jr. Tito Schipa Jr.
1988 Love Minus Zero-No Limit Amore via zero-Illimitato Tito Schipa Jr. Tito Schipa Jr.
1988 Girl From The North Country Ragazza del nord Tito Schipa Jr. Tito Schipa Jr.
1988 Masters of War Signori della guerra Tito Schipa Jr. Tito Schipa Jr.
1989 Tomorrow Is a Long Time Domani è lontano Giorgio Lo Cascio Giorgio Lo Cascio
1997 If You See Her, Say Hello Non dirle che non è così Francesco De Gregori Francesco De Gregori
1998 Series of Dreams Serie di sogni Mimmo Locasciulli e Francesco De Gregori Mimmo Locasciulli
2003 I Shall Be Released Come il giorno Francesco De Gregori Francesco De Gregori

Bibliografia [modifica]

  • (EN) Bibliografia dettagliata
  • Numerosi i libri scritti su Bob Dylan, in particolare le biografie. Si segnala qui quella scritta dal giornalista Anthony Scaduto, ricca di particolari per quanto riguarda il primo decennio di attività del cantante, e pubblicata in Italia nel 1972 da Arcana Editrice.
  • Per il formato inusuale (a forma di long playing) è diventato quasi un oggetto da collezionismo il libro "Bob Dylan - Profeta, poeta, musicista e mito" ("The Illustrated Record"), su testo di Alan Rinzler e design di Jon Goodchild edito da Sonzogno nel 1980.
  • Per una esaustiva bibliografia si rimanda alla Maggie's Farm.
  • Bob Dylan - biografia di Howard Sounes (2001, titolo originale "Down the Highway. The Life of Bob Dylan" - 2002, Ugo Guanda Editore)
  • La voce di Bob Dylan. Una spiegazione dell'America - Alessandro Carrera, Feltrinelli, 2001
  • Bob Dylan 1962-2002: 40 anni di canzoni - Paolo Vites, Editori Riuniti, 2002, EAN 9788835951964
  • Chronicles - Volume 1 - Autobiografia, Simon & Schuster, Inc. 2004, Feltrinelli, 2005
  • No Direction Home - The Bob Dylan Scrapbook 1956-1966, 2005
  • Guida completa a Bob Dylan (The Rough Guide to Bob Dylan) - Nigel Williamson, Vallardi, 2005, ISBN 88-8211-987-4
  • Bob Dylan l'ultimo cavaliere - Nicola Menicacci, Hermatena, 2005, ISBN 88-8843-722-3

Note [modifica]

  1. ^ Il nome legale di Bob Dylan è, dall'agosto 1962, quello di Robert Dylan; i principali alias con cui è conosciuto in carriera sono: Elston Gunnn (adolescenziale); Bob Dillon (secondo alcuni biografi uno dei suoi primi pseudonimi, ricavato dal personaggio di Marshal Matt Dillon del film Gunsmoke); Blind Boy Grunt (accreditato su alcuni album); Bob Landy (idem); Tedham Porterhouse (idem); Robert Milkwood Thomas; Lucky Wilbury (come componente dei Traveling Wilburys); Boo Wilbury (idem); Jack Frost (produttore dell'album Love and Theft e co-produttore degli album Under the Red Sky e Time Out of Mind); Sergei Petrov (co-sceneggiatore del film Masked & Anonymous); Justin Case (usato occasionalmente nei tour dal 1980 al 1990); Elmer Johnson (usato al Mississippi River Festival di Edwardsville, il 14 settembre 1969, come guest star insieme al gruppo The Band)
  2. ^ Notizie stampa sul musical di Twyla Sharp con canzoni di Bob Dylan
  3. ^ :Fonte: University.it
  4. ^ Approfondimento: Maggiesfarm.it.
  5. ^ Il titolo esatto del film-documentario, ancorché scritto nella sua originalità in maniera errata rispetto alla lingua inglese, è Dont Look Back

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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